Lo Slancio di Astana – Sfide ed opportunità del Kazakhstan a 20 anni dall’Indipendenza
Proposta di indice per pubblicazione monografica sul Kazakhstan (a cura di Giulio Venneri, Scuola di studi Internazionali – Università degli Studi di Trento)
Titolo provvisorio: Lo slancio di Astana – Sfide ed opportunità del Kazakhstan a 20 anni dall’Indipendenza Prefazione Introduzione
(L’obiettivo di questa pubblicazione è di identificare i principali trend che caratterizzano lo sviluppo politico ed economico del Kazakhstan. La pubblicazione si muove su tre differenti livelli di analisi: contesto nazionale, regionale e globale. Con tali riferimenti, lo studio esamina nel dettaglio: il processo di consolidamento politico-istituzionale e di sviluppo socio-economico interno; l’affermazione del paese come potenza regionale in Asia Centrale; la sua evidente affermazione come partner strategico per alcune potenze globali, soprattutto Stati Uniti ed Unione Europea. Il Kazakhstan ha caratteristiche, risorse e proiezione strategica veramente uniche. La sua superficie è addirittura superiore a quella di tutta l’Europa Occidentale, al suo interno si trovano le più grandi riserve petrolifere scoperte negli ultimi trent’anni sul pianeta, e la sua posizione geo-strategica è di cruciale importanza, sia perché si trova sui corridoi dell’energia est/ovest che hanno maggiori prospettive di sviluppo nei prossimi anni e sia perché, oltre a consolidare i rapporti con Bruxelles e Washington, ha chiare possibilità di inserirsi nel dialogo tra Russia e Cina, come ad esempio dimostrato dal suo attivismo nella Organizzazione di Shanghai per la Cooperazione. Alla luce di tali sintetici ma significativi dati, risulta evidente l’importanza di promuovere la riflessione strategica su questo paese nei circoli diplomatici ed accademici europei).
Prima sezione: Capire il Kazakhstan
Nel 2010 il Kazakhstan celebrerà il quindicesimo anniversario della sua Costituzione. Mentre Astana si prepara alla celebrazioni per il suo Constitution Day del prossimo 30 Agosto, è possibile tracciare un primo bilancio del percorso di riemersione dalla sua storia antecedente al crollo dell’impero sovietico. Nonostante il complesso scenario regionale – caratterizzato da profonde divisioni etniche e religiose, istituzioni fragili, e tensioni legate alla gestione delle risorse – il Kazakhstan è riuscito a portare a termine con successo le prime cruciali fasi della transizione post-indipendenza dall’URSS. L’attenzione del governo per lo sviluppo sostenibile, le politiche di alleviamento della povertà, nonché la capacità di sviluppare un contesto istituzionale e legislativo che favorisca i flussi di investimenti diretti esteri, ne fanno un caso studio davvero unico. Oltre agli aspetti istituzionali, in particolare, questa sezione mette in risalto come il paese stia riuscendo nel processo di consolidamento del corpo nazionale senza fare leva sul nazionalismo o componenti religiose, come invece regolarmente avviene in altre realtà che hanno acquistato l’indipendenza con il crollo dell’URSS.
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Al di là della transizione: il rafforzamento politico-istituzionale dello stato
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Il valore aggiunto del processo interno di nation-building: il consolidamento del corpo nazionale oltre i nazionalismi e le ideologie religiose
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L’equilibrio tra stabilizzazione socio-economica e politiche di sviluppo
Seconda sezione: Un attore regionale
Il contesto regionale in cui si trova immerso il Kazakhstan è certamente difficile. Tuttavia, con un attento bilanciamento tra partecipazione multilaterale e iniziative nazionali, soprattutto nei riguardi dei paesi vicini, il governo di Astana è riuscito ad avviare un processo di “affermazione”—economica e politica—che lo rende un attore chiave nello spazio politico centro asiatico. Le enormi risorse energetiche del sottosuolo kazako sono il punto nevralgico di ogni strategia: in primo luogo perché pongono il governo di Astana di fronte alla sfida sulla modernizzazione del paese e sulla destinazione degli ingenti proventi energetici; in secondo luogo, poiché attirano l’attenzione (talvolta anche strumentale) delle grandi potenze commerciali, non ultime la Russia e l’Unione Europea. Lo scopo di questa sezione, quindi, è di esaminare il processo di affermazione politico-diplomatica del Kazakhstan—come potenza regionale in fieri—e l’impatto della politica energetica sulle sue relazioni esterne. Il quadro analitico è completato da uno studio comparativo: il Centro-Asia e il Caucaso (dove l’Azerbaijan sta emergendo come potenza energetica) presentano interessanti similarità, essenziali per interpretare l’impatto di storia, politica ed energia sulla forza e sul destino di queste aree.
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Al centro della rete: le relazioni esterne e di vicinato del Kazakhstan
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L’energia come motore di un intero paese: un vero valore aggiunto?
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Kazakhstan, Asia Centrale e il “modello Caucaso”: governo, diplomazia e mercato
Terza sezione: Da incognita a partner strategico
Oltre al suo ruolo di preminenza nella regione centro asiatica, il Kazakhstan si è ormai affermato con successo anche nella lista dei paesi emergenti che destano maggiormente l’interesse delle potenze globali. Le ragioni di tali attenzioni sono molteplici, e variano dall’interesse per il settore energetico a considerazioni più strettamente politiche e strategiche, correlate agli equilibri continentali. Non è quindi di secondaria importanza comprendere quali siano i margini di manovra del governo di Astana per inserirsi tra Mosca e Pechino. Inoltre, questa sezione del volume mette in evidenza le peculiarità che hanno reso il paese “attraente” per le Organizzazioni politiche e di sicurezza della comunità euro-atlantica. NATO e UE, infatti, stanno intessendo rapporti sempre più stretti con il Kazakhstan in virtù della sua rilevante posizione strategica a livello regionale.
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Tra Cina e Russia: opportunità o condizionamenti?
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Sicurezza, sviluppo e diritti umani: il Kazakhstan e la cooperazione con NATO e UE
Appendice:
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La Presidenza Kazaka dell’OSCE
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Le relazioni con l’UE: mutui benefici (intervista a: On. Paolo Bartolozzi, Presidente della DCAS – Commissione del Parlamento Europeo per le relazioni con Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan, Tagikistan, Turkmenistan e Mongolia; Pierre Morel, EU Special Representative for Central Asia
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Approfondimento sulla partnership tra NATO e Kazakhstan
Conclusioni Caratteristiche editoriali Edizione monografica di 150 pagine circa per 450’000 caratteri circa con illustrazioni e tabelle in bianco e nero, stampato su carta patinata opaca e rilegato in brossura. La tiratura sarà di 1000 copie. All’interno dei volumi saranno presenti eventuali inserimenti pubblicitari a colori relativi al Kazakhstan ed alla sua Costituzione, a scelta dell’autore. La pubblicazione è prevista per fine giugno 2010. Conferenza stampa Il volume sarà presentato in una conferenza stampa nel Palazzo del Parlamento italiano.
Note sui contributori
Giulio Venneri è dottorando in Studi Internazionali presso l’Università degli Studi di Trento con una tesi su tematiche di ricostruzione post-conflitto degli stati. In tale ambito, è stato ricercatore ospite alla Brussels School of International Studies dell’Università di Kent e presso il Buffett Center for International and Comparative Studies della Northwestern University a Chicago. Già esperto di cooperazione politica multilaterale e sicurezza presso l’Ufficio “Sfide Globali” del Ministero degli Affari Esteri, ha svolto attività di coordinamento per la Presidenza Italiana del G8-2009. Ha contribuito a progetti di ricerca promossi dall’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), dal Centro Militare di Studi Strategici (CeMiSS) e dal Ministero per il Commercio Estero. Ha collaborato con l’Università la Sapienza di Roma e l’UNESCO per la realizzazione di iniziative per la cooperazione accademica tra università Israeliane e Palestinesi. Attualmente, è docente al Master in Studi Europei dell’Università LUISS Guido Carli di Roma.
Andrea Ciambra è dottorando in Studi Internazionali presso l’Università degli Studi di Trento, con un progetto di ricerca sui profili energetici delle relazioni esterne dell’Unione Europea. In tale contesto, i suoi studi includono gli sviluppi della politica estera dell’UE a seguito della ratifica del trattato di Lisbona, con focus sulla politica energetica e le relazioni con i paesi interessati dalla politica di vicinato dell’Unione. Nel 2008 ha conseguito la laurea in Relazioni Internazionali presso l’Università di Catania con una tesi sulla politica energetica dell’UE e le specificità strategiche delle relazioni euro-russe.
Lorena Di Placido è ricercatrice presso il Centro Militare di Studi Strategici (CeMiSS) nel settore delle Organizzazioni Internazionali e della cooperazione regionale in Asia Centrale. Ha collaborato con la Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI), il Ministero Affari Esteri, l’Istituto di Lingua e Cultura Russa, il Centro Studi di Politica Internazionale (CeSPI) e, in qualità di traduttrice dal russo, con la rivista “XXI Secolo” dell’Università LUISS – Guido Carli di Roma. Membro dell’Associazione per lo Studio in Italia dell’Asia Centrale e del Caucaso (ASIAC), è autrice di approfondimenti di politica estera per il quotidiano on line “L’occidentale” e per la rivista EAST.
Gert Guri è collaboratore di ricerca presso la Scuola sullo Sviluppo Locale, Università di Trento. Dottore di ricerca in studi internazionali presso la medesima università, ha lavorato per lo United Nations Development Programme (UNDP), il Ministero degli Affari Esteri ed il Consiglio dei Ministri in Albania. La sua ricerca accademica e le sue pubblicazioni (nelle varie riviste accademiche come Western Balkans Journal e South-East European Studies Journal) hanno focus sulla transizione dei paesi post-communisti e sugli sviluppi della pubblica amministrazione e della società civile durante il processo della democratizzazione.
Anar Khamzayeva è attualmente dottoranda in teoria politica alla LUISS Guido Carli di Roma, Italia. Il suo dottorato di ricerca si focalizza sui sistemi politici e gli studi sulla transizione contemporanea dell’Asia Centrale. Si è laureata presso l’American University, Washington, DC, nel 2001 con un Master in Affari Internazionali, e a Richmond, presso la American International University di Londra, Regno Unito, nel 1999 con una laurea in Relazioni Internazionali. E’stata ricercatrice presso l’Institute for World Economy and Politics (IWEP) ad Almaty, Kazakhstan e anche professoressa aggiunta presso l’Università del Kazakhstan per il Management, l’Economia e la Ricerca Strategica (KIMEP), dove ha tenuto un corso seminario sul tema “Le relazioni Asia Centrale – Stati Uniti”.
Emiliano Stornelli è responsabile delle attività internazionali della Fondazione Magna Carta. Ricercatore presso il Centro Militare di Studi Strategici (CeMiSS) su tematiche relative alla NATO e alle relazioni transatlantiche, è stato membro del Gruppo di Lavoro del Comitato Atlantico Italiano che ha elaborato il contributo nazionale al dibattito sul nuovo Concetto Strategico della NATO. È autore dello studio “Dialogare con Teheran: le relazioni tra Iran e Europa, dal 1979 alla questione nucleare”, all’interno del volume “Leggere la Rivoluzione islamica iraniana a Roma” (Alpes, 2010), promosso dall’Istituto Italiano per l’Asia e il Mediterraneo (ISIAMED).














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