Il Marocco e i diritti umani
Il Marocco si è impegnato sulla via del consolidamento dei diritti umani, dall’inizio degli anni ’90, sotto il regno di S.M. Hassan II. La posa della prima pietra di quest’edificio è avvenuta nel 1990 con la creazione del Consiglio Consultivo dei Diritti Umani seguita, nel 1993, dalla nascita di un ministero incaricato dei diritti umani.
Dall’avvento al trono di S.M. il Re Mohammed VI stati aperti grandi cantieri per garantire la salvaguardia dei diritti umani e per diffondere la cultura del dialogo e, in poco tempo, sono stati realizzati grandi cambiamenti.
La creazione del Tribunale di Equità e Riconciliazione, la prima nel mondo arabo e islamico, costituisce un passo da gigante nel processo di ricerca della verità e di riconciliazione del Marocco con se stesso e, pertanto, nella transizione democratica. É stata offerta alle vittime di violazioni dei loro diritti umani, l’opportunità di esorcizzare il loro dolore con delle audizioni pubbliche trasmesse dalla radio e dalle televisione nazionali. L’obiettivo non era di procedere ad una caccia alle streghe, bensì di esimere il passato per guardare meglio al futuro. (Instance Equité et Réconciliation : www.ier.ma)
Consolidare i diritti umani significa anche riformare le leggi rigide che incatenano le donne ad uno statuto inferiore. Con questo intento è stato promulgato un nuovo codice della famiglia che riabilita la donna nei suoi diritti e nella sua dignità.
L’istaurazione del Diwan Al Madalim è parte anch’esso dall’intento di consolidare lo Stato di diritto. Questa istituzione, che si ispira alle tradizioni secolari del Regno e all’islam, funge da arbitro tra i cittadini e la pubblica amministrazione. Il suo obiettivo è di lottare contro la corruzione e l’abuso di potere e di riparare le ingiustizie di cui sono vittime i cittadini.
I diritti dell’infanzia non sono stati dimenticati. Sono state avviate delle procedure per garantire all’infanzia uno statuto migliore nel codice della famiglia e sono state intraprese delle azioni dall’Osservatorio Nazionale dei Diritti dell’Infanzia. (L’Observatoire National des Droits de l’Enfant : www.ondemaroc.org)
La solidarietà è un’altra forma di promozione dei diritti umani. Gli sforzi consentiti dalla Fondazione Mohammed V per la solidarietà, in questo senso, hanno dato i loro frutti. La Fondazione ha espletato un lavoro notevole sul piano dell’assistenza alle popolazioni in situazioni di precarietà, sia a livello dell’azione umanitaria che dello sviluppo sostenibile.
Tutte queste iniziative e questi cantieri aperti traducono la volontà del Marocco di rafforzare lo Stato di diritto, di rompere definitiavamente con gli usi del passato e di istaurare una cultura dei diritti umani per realizzare il processo di transizione democratica.
Fonte : www.maroc.ma













Lascia il tuo Commento!