La monarchia del Regno del Marocco
La monarchia è il pilastro istituzionale del Regno del Marocco. Il primo articolo della Costituzione codifica una legittimità stabilita da secoli: “Il Marocco è una monarchia costituzionale, democratica e sociale” e il motto del Paese è “Dio, la Patria e il Re”. Il Re è “Amir Al Mouminin” (Principe dei Credenti), egli esercita un’autorità morale sulla comunità islamica. L’attribuzione di questi poteri è legata a tredici secoli di storia e di religione e ad una dinastia che regna da oltre tre secoli.
Il poteri del Re sono stabiliti dalla Costituzione. L’Articolo 2 della Costituzione ricorda, ai sensi dei principi dell’organizzazione islamica dei poteri pubblici, che il Re è “Amir Al Mouminin”. E’ anche, ai sensi dell’articolo 19, simbolo dell’unità della Nazione, garante della perennità e della continuità dello Stato; egli tutela e controlla il rispetto dei precetti dell’Islam e della Costituzione. Infine, egli è il protettore dei diritti e delle libertà dei cittadini, dei gruppi sociali e delle collettività, nonché garante dell’indipendenza e dell’integrità territoriale del Regno nei suoi confini autentici.
Il regime di successione dinastica è stato stabilito dalla prima Carta Costituzionale del Marocco e ripreso nelle seguenti Costituzioni modificate dopo la riforma del 23 maggio 1980. L’articolo 20 dell’attuale Costituzione stabilisce che “la Corona del Marocco e i suoi diritti costituzionali sono ereditari e si trasmettono di padre in figlio ai discendenti maschi in linea diretta e in ordine di primogenitura di Sua Altezza il Re Hassan II, a meno che il Re nomini, da vivo, un successore tra i suoi figli, diverso dal suo primogenito. Quando non ci sono discendenti maschi in linea diretta, la successione al trono è devoluta alla linea collaterale maschile la più vicina e alle stesse condizioni.” La Costituzione marocchina prevede, in caso di minor età del Re, l’istituzione della Reggenza. La maggior età del Re, stabilita a 18 anni nelle tre Costituzioni (1963, 1970, 1972) è stata abbassata a 16 anni, dopo la riforma della Costituzione del 23 maggio 1980.













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